Manuale di Ortopedia e Traumatologia

PARTE 2 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA DELL’ADULTO
CAPITOLO 10.14

Patologie dell’articolazione acromio-claveare e sterno-claveare

BIBLIOGRAFIA CAPITOLO
Nicholas Crippa Orlandi, Nicola Mondanelli, Stefano Giannotti

Università degli Studi di Siena

nicola.mondanelli@unisi.it

Abstract

Disponibile il VIDEO (link in alto a destra).


Le patologie da cui l’articolazione acromion-claveare (AC) può essere affetta sono suddivisibili in traumatiche e non traumatiche.

Disordini traumatici. Gli eventi traumatici a carico dell’articolazione AC, considerando che circa il 40% dei traumi alla spalla la coinvolgono, sono piuttosto frequenti. In base alle forze che si scaricano in questo segmento possono verificarsi da semplici distorsioni a complete dislocazioni1. Dal punto di vista diagnostico occorre eseguire una valutazione clinica (nel caso di una dislocazione completa sarà apprezzabile il caratteristico segno del tasto di pianoforte) e radiografica (numerose le proiezioni per l’articolazione AC, la più utile in caso di lussazione pare essere la antero-posteriore comparativa in ortostatismo, meglio con peso 2 kg legato ai polsi)2,3.

Per quanto concerne la classificazione di questi eventi si fa riferimento a quella stilata da Rockwood4:

  • tipo I: clavicola non sollevata rispetto all’acromion; distorsione dell’articolazione AC senza rottura completa di capsula articolare né di alcun legamento;
  • tipo II: clavicola lievemente sollevata e comunque non oltre il bordo superiore dell’acromion; legamenti AC e capsula articolare rotti, legamenti coraco-claveari (CC) stirati, muscoli deltoide e trapezio lievemente distratti;
  • tipo III: clavicola sollevata oltre il bordo superiore dell’acromion ma con una distanza CC minore del doppio rispetto al normale; capsula articolare e legamenti AC e CC rotti, muscoli deltoide e trapezio distratti o distaccati;
  • tipo IV: clavicola lussata posteriormente nel trapezio; capsula articolare e legamenti AC e CC rotti, muscoli deltoide e trapezio distaccati;
  • tipo V: clavicola considerevolmente sollevata con una distanza CC più del doppio rispetto al normale (indicativamente > 25 mm); capsula articolare e legamenti AC e CC rotti, muscoli deltoide e trapezio distaccati e a volte perforati dalla clavicola);
  • tipo VI: clavicola lussata inferiormente al di sotto del tendine congiunto; capsula articolare e legamenti AC e CC rotti, muscoli deltoide e trapezio distaccati).

Disordini atraumatici. La maggior parte dei disordini dell’articolazione AC è di tipo degenerativo correlato ai processi di invecchiamento della spalla5,6. Ad esempio, la risalita della testa omerale, causata da patologie della cuffia dei rotatori, può portare all’erosione dell’articolazione. Questa condizione può evolvere, nei casi più gravi ed avanzati, nella formazione di cisti artrogene a partenza o coinvolgimento dell’articolazione AC7,8.

Sono state inoltre documentate più tipologie di degenerazione artrosica o artritica primitive a carico di questo distretto:

  • artrosi: soprattutto in alcune categorie di lavorativi e sportivi che sovraccaricano gli arti superiori ed il cingolo scapolare (es. giocatori di baseball);9
  • artrite reumatoide: l’articolazione AC è coinvolta in più del 50% dei pazienti affetti10;
  • artriti da cristalli: gotta, pseudogotta, gotta saturnina11,12;
  • artriti settiche (rare ma possibili).

Patologia dell’articolazione sterno-claveare

Anche le patologie da cui l’articolazione sterno-claveare (SC) può essere affetta sono suddivisibili in traumatiche e non traumatiche. In questo caso, i disordini traumatici sono più rari dei disordini infiammatori/degenerativi.

Disordini traumatici. Principalmente dovuti a incidenti stradali e traumi (contrasti o cadute) durante l’attività sportiva (p.es. rugby, football americano, o lotta). Occorrono infatti traumi ad alta intensità, soprattutto indiretti a carico della porzione anterolaterale o posterolaterale della spalla, per causare danni all’articolazione SC, che di per sé è scarsamente congruente ma è supportata da robuste strutture capsulo-legamentose. Statisticamente la lussazione più frequente è di tipo anteriore con la clavicola che si disloca antero-superiormente rispetto al manubrio sternale13,14.

I disordini traumatici, diagnosticabili con valutazione clinica e radiografica (proiezioni Heinig, Hobbs, Serendipity)15,16 possono essere schematicamente classificati in base a:

  • severità: distorsione, sublussazione, lussazione;
  • direzione: anteriore, posteriore;
  • insorgenza: acuta, cronica;
  • età scheletrica del paziente: maturo, immaturo.

Disordini atraumatici. All’interno dello spettro di patologie atraumatiche ricordiamo:

  • artrosi: patologia più frequentemente causa di dolore e gonfiore della articolazione SC, si localizza in particolar modo nella porzione anteroinferiore della clavicola17;
  • artrite reumatoide: un coinvolgimento sintomatico della articolazione SC si riscontra nel 19-30% dei pazienti18,19;
  • spondiloartropatie sieronegative;
  • artropatie da cristalli: gotta, pseudogotta;
  • osteite condensante della clavicola mediale: osteite ipertrofica20;
  • malattia di Friedrich: osteonecrosi asettica della pozione mediale della clavicola21,22.

Sono stati documentati casi di lussazione e sublussazione spontanea della SC, soprattutto in soggetti di sesso femminile e adolescenti, da ricondurre a condizioni di iperlassità legamentosa. Infine, vanno ricordate le infezioni, la sindrome SAPHO e la sindrome di Tietze23,24.