Manuale di Ortopedia e Traumatologia

PARTE 2 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA DELL’ADULTO
CAPITOLO 14.13

Esame obiettivo dell'anca

BIBLIOGRAFIA CAPITOLO
Araldo Causero, Paolo Di Benedetto

Clinica Ortopedica – ASUFC – Udine; DAME – Università di Udine

araldo.causero@asufc.sanita.fvg.it

Abstract

Disponibile il VIDEO (link in alto a destra)


La valutazione clinica dell’anca rappresenta una sfida quotidiana per lo specialista ortopedico. Non è sempre facile comprendere correttamente quello che il paziente definisce come dolore all’anca. Una attenta e precisa valutazione clinica e un adeguato iter diagnostico radiologico devono essere sempre preceduti da una dettagliata anamnesi, che deve includere informazioni fondamentali: età, eventuale meccanismo traumatico, caratteristiche, distribuzione e progressione del dolore, fattori allevianti o esacerbanti ed eventuali segni o sintomi associati.

Solitamente il dolore anteriore è associato a patologie intra-articolari (conflitto femoro-acetabolare, lesioni del labbro, corpi mobili intra-articolari, artrosi etc.) ma può originare anche da strutture extraarticolari (tendinopatia degli adduttori e dell’ileopsoas. Al contrario, un dolore laterale può essere dovuto ad una patologia articolare ma è molto più frequentemente dovuto a patologie extra-articolari come borsiti e tendinopatie trocanteriche. Infine, un dolore posteriore molto spesso è un sintomo aspecifico.

L’esame obiettivo dell’anca deve seguire un preciso schema e si compone di 5 fasi: in ortostatismo, in posizione seduta, supina, prona, laterale.

 

Valutazione in ortostatismo

In questa fase va esaminata la deambulazione del paziente e verificate eventuali anomalie di carico. Si fanno eseguire al paziente 6-8 passi completi e si deve osservare la posizione del piede e la lunghezza del passo oltre naturalmente ad un’eventuale zoppia. Successivamente va eseguito il Trendelenburg Test o Single Leg Stance Phase Test. Un test specifico da eseguire in questa fase è il Long Stride test che risulta positivo nell’impingement ischio-femorale.

 

Valutazione in posizione seduta

In questa fase oltre a valutare eventuali deficit vascolare e neurologici è importante valutare le rotazioni dell’anca sia attivamente che passivamente. Un’aumentata intra-rotazione e una ridotta extra-rotazione posso essere indicative di eccessiva antiversione femorale, mentre una ridotta intra-rotazione può indicare una patologia intra-articolare.

 

Valutazione in decubito supino

In questa posizione va innanzitutto va valutata un’eventuale dismetria degli arti inferiori (distanza spino-malleolare) e successivamente il ROM passivo dell’anca a ginocchio flesso. In questa fase oltre a valutare l’escursione articolare bisogna anche valutare la posizione della pelvi che potrebbe compensare un deficit di rotazione dell’anca. Altri test da eseguire sono il test di Thomas (contrattura in flessione dell’anca), il FABER, il FADDIR test e DIRI e DEXRI test (conflitto femoro-acetabolare), bicycle test (da eseguire anche in decubito laterale per discriminare un scatto interno o esterno), il test di Stinchfield (debolezza dei flessori dell’anca /ileopsoas), Log-roll test (patologie intraarticolari) e il posterior rim impingement test.

 

Valutazione in decubito prono

In questa posizione si valuta un dolore alla digitopressione in 4 aree: inserzione del grande gluteo, la tuberosità ischiatica, articolazioni sacroiliache, processi spinosi del rachide lombo-sacrale. Come tests specifici si può eseguire il Femoral Anteversion Test.

 

Valutazione in decubito laterale

Si inizia con la palpazione della regione trocanterica in particolare del medio gluteo, del piriforme, del tensore della fascia lata. Successivamente si esegue il test per il piriforme e l’Ober test che va eseguito con l’arto in 3 posizioni: in estensione (tensore della fascia lata), in posizione neutra (medio gluteo) e in flessione (grande gluteo).

Una conoscenza approfondita dell’anatomia e della biomeccanica dell’anca è importante per comprendere le patologie di questa articolazione. Oltre a questo, uno esame obiettivo rigoroso e schematico ci può aiutare a fare una diagnosi corretta.