La capsulite adesiva
1 UOC Ortopedia, Policlinico Umberto I, Università di Roma “La Sapienza”, Roma; 2 Istituto Dermopatico dell’Immacolata, Roma
LA CAPSULITE ADESIVA
La capsulite adesiva, conosciuta anche come spalla congelata o frozen shoulder, è una condizione dolorosa e debilitante dell’articolazione della spalla caratterizzata da una limitazione del movimento. Questa condizione può influenzare significativamente la qualità della vita del paziente e richiede una gestione attenta. È comunque nella maggior parte dei casi un processo benigno autolimitante. È più frequente nel sesso femminile e colpisce prevalentemente la IV-VI decade di vita.
Eziologia
Le cause esatte della capsulite adesiva non sono completamente note, ma diversi fattori possono contribuire allo sviluppo della condizione. Alcuni di questi includono:
Capsulite idiopatica: forma primitiva, insorge per cause sconosciute.
Capsulite post traumatica: Traumi contusivi o distrattivi della spalla possono essere un fattore di rischio per lo sviluppo della capsulite adesiva. Talora può essere presente in seguito a fratture dell’estremo prossimale dell’omero o dopo immobilizzazioni prolungate.
Capsulite iatrogena: può manifestarsi in seguito ad interventi sulla spalla per patologie della cuffia dei rotatori, tendinopatia calcifica, o in seguito a interventi effettuati sul cavo ascellare per patologie neoplastiche.
Capsulite dismetabolica: sono spesso presenti condizioni predisponenti associate come il diabete mellito, disfunzioni tiroidee, patologie autoimmuni, ipercolesterolemia. I pazienti diabetici hanno un decorso caratterizzato da rapida comparsa della rigidità e generalmente i trattamenti sono meno efficaci, mostrando spesso una risoluzione incompleta del quadro clinico.
Anatomia patologica
Nella capsulite adesiva sono presenti processi infiammatori della capsula gleno omerale con proliferazione fibroblastica, ispessimento, fibrosi e adesioni capsulari. Tali processi sono presenti costantemente nelle fasi precoci a livello dello spazio compreso tra il capo lungo del bicipite e il sottoscapolare, coinvolgendo il legamento gleno omerale superiore e l’intervallo dei rotatori.
SINTOMI DELLA CAPSULITE ADESIVA
La capsulite adesiva si sviluppa gradualmente e può progredire attraverso diverse fasi. I sintomi comuni includono:
- Dolore: il dolore è spesso il primo segno della capsulite adesiva. Inizialmente, può essere avvertito come un disagio nella spalla, ma col tempo diventa più intenso.
- Rigidità: la rigidità è uno dei sintomi più distintivi. La spalla diventa sempre più rigida, rendendo difficile o impossibile eseguire movimenti normali.
- Limitazione del movimenti: i pazienti con capsulite adesiva sperimentano una notevole limitazione del movimento della spalla. Gli atti quotidiani come pettinarsi i capelli o infilarsi una giacca diventano difficili.
Fasi della capsulite adesiva
La capsulite si presenta in varie fasi:
Freezing (congelamento) in cui la sintomatologia dolorosa esordisce in maniera inizialmente subdola e poi ingravescente, non ben localizzata della spalla. Parallelamente, dopo le prime settimane si sviluppa una progressiva limitazione dell’articolarità attiva e passiva. Dura dalle 6 settimane ai 9 mesi. Spesso la Diagnosi viene fatta in maniera tardiva, dopo i sei mesi, sia perché inizialmente confusa con una sindrome da conflitto subacromiale sia perché gli esami diagnostici (Rx, Ecografia o RM), non sono mai decisivi, anzi spesso fuorvianti.
Frozen (congelata) La spalla si blocca progressivamente, perdendo sia l’extra che l’intrarotazione e riducendo significativamente l’abduzione (Shrug Sign, il paziente attivamente e passivamente per eseguire il movimento di abduzione compensa con la scapola a causa della retrazione del recesso gleno-omerale ascellare). Questa fase è altamente invalidante circa la funzionalità della spalla che risulta spesso completamente bloccata. Il dolore va diminuendo parallelamente alla diminuzione dell’articolarità. La durata è di ulteriori 4-9 mesi.
Thawing (scongelamento) È caratterizzata da un graduale recupero del movimento. Questa fase se non opportunamente affrontata può durare dai 5 mesi a più di due anni ed il dolore è modesto mentre progredisce assai lentamente il recupero della extra ed intrarotazione della spalla. Se il paziente si sottopone invece ad una terapia adeguata è spesso il primo segno della efficacia dei trattamenti stessi. In caso di trattamento opportuno i tempi di “scongelamento” della spalla possono essere anche molto ridotti (3-5 mesi).
Diagnosi della capsulite adesiva
La diagnosi della capsulite adesiva coinvolge una approfondita anamnesi e valutazione obiettiva da parte di un sanitario esperto ed è puramente clinica.
- Storia Clinica: il medico raccoglie informazioni dettagliate sulla storia clinica del paziente, compresi i sintomi, i fattori di rischio e gli eventuali eventi scatenanti e l’esatta tempistica e sequenza dei sintomi riferiti dal paziente.
- Esame Fisico: durante l’esame fisico, il medico valuta la gamma di movimento della spalla, cerca segni di dolore e determina il livello di rigidità, rilevando e registrando dettagliatamente il deficit del range of motion (ROM).
- Esami di Imaging: a volte possono essere richiesti esami di imaging come raggi X o risonanza magnetica per escludere altre patologie e valutare le condizioni dell’articolazione della spalla. I reperti sono generalmente scarsi e aspecifici. È riportato nella RM una riduzione del recesso ascellare accompagnato ad un leggero ispessimento capsulare, ma necessariamente l’esame diagnostico deve essere associato al quadro clinico per non ritardare un corretto inquadramento della patologia.
Trattamento della capsulite adesiva
Il trattamento della capsulite adesiva dipende dalla gravità dei sintomi e dalla fase in cui si trova la condizione. Le opzioni terapeutiche possono includere:
- Fisioterapia: gli esercizi di mobilizzazione passiva della spalla e, in misura minore, di potenziamento, possono aiutare a migliorare la flessibilità e la forza muscolare del cingolo scapolare.
- Farmaci anti-infiammatori: farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) possono essere utilizzati per ridurre il dolore e l’infiammazione.
- Iniezioni di corticosteroidi: in alcuni casi, il medico può raccomandare iniezioni di corticosteroidi direttamente nell’articolazione della spalla unitamente ad anestetici per ridurre l’infiammazione e controllare il dolore, consentendo una più agevole fisioterapia.
- Manipolazione sotto anestesia: in alcune situazioni, resistenti a trattamento conservativo, la manipolazione della spalla sotto anestesia può essere eseguita per vincere la rigidità della capsula e migliorare l’arco di movimento.
- Chirurgia: in casi gravi e resistenti al trattamento conservativo, può essere considerata l’opzione chirurgica di artrolisi artroscopica per liberare la capsula articolare (capsulotomia circonferenziale) unita alla mobilizzazione in narcosi.
Prognosi della capsulite adesiva
La prognosi della capsulite adesiva varia da persona a persona. Il recupero può richiedere diversi mesi, e la progressione della condizione può variare. Nelle fasi iniziali, la gestione mira a controllare l’infiammazione e il dolore. Nelle fasi successive, l’obiettivo è ripristinare gradualmente la normale funzione della spalla. Il trattamento precoce con fisioterapia e infiltrazioni intrarticolari generalmente accelera la risoluzione della patologia. Una volta terminato il recupero articolare la spalla torna generalmente alla sua completa funzionalità. Rare sono le recidive mentre in pazienti predisposti (diabetici, patologie tiroidee) si assiste talora a capsulite dell’arto controlaterale a distanza di tempo dalla risoluzione del quadro clinico.
CAPITOLO 36Bibliografia.
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