Artrosi primaria e secondaria della caviglia 
1 Clinica Ortopedica e Traumatologica, Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento Università degli Studi “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara; 2 Professore emerito Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Abstract
Disponibile il VIDEO (link in alto a destra).
L’osteoartrosi (OA) di caviglia è meno frequente rispetto a quella di ginocchio e anca, ma ha un notevole impatto sulla qualità della vita di chi ne è affetto. La causa, quasi mai primaria, è il più delle volte post-traumatica (> 80%; fratture, distorsioni, lussazioni, lesioni osteocondrali, instabilità). L’eziologia può essere anche secondaria ad Artrite Reumatoide (circa il 5% dei casi), Emofilia, Emocromatosi, M. Paget, S. Ehlers-Danlos, M. Gaucher, Artropatia Neuropatica (13%).
La diagnosi deve essere fatta sulla base di un accurato esame obiettivo (valutazione del dolore, della limitazione funzionale, dell’ allineamento e della stabilità della caviglia) e di un’attenta analisi delle immagini radiografiche del piede e della caviglia effettuate con paziente in ortostatismo. Diversi sistemi di classificazione dell’OA della caviglia si basano infatti proprio sulla valutazione radiografica (van Dijk 1997).
In questo capitolo multimediale saranno presentate le diverse possibilità terapeutiche con le relative indicazioni, iniziando da un primo approccio mini-invasivo con l’uso di prodotti ortobiologici (acido ialuronico, PrP, concentrato/aspirato midollare, tessuto adiposo microframmentato), passando da una terapia biologica di salvataggio (debridement, artrodiatasi, osteotomie sovrammalleolari, artroplastiche biologiche) fino ad arrivare alla gestione chirurgica dell’artrosi “end-stage” con protesi, artrodesi ed allograft.
Parole chiave: artrosi di caviglia, ortobiologia, osteotomia, artrodesi, protesi.
