Vie di accesso open del gomito
1 UOC I Clinica Ortopedica, ASST Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini-CTO, Milano; 2 Laboratory of Applied Viomechanics, Department of Biomedical Sciences for Health, Università degli Studi di Milano, Milano; 3 Reasearch Center for Adult and Pediatric Diseases (RECAP-RD), Department of Biomedical Sciences for Health, Università degli studi di Milano, Milano
Abstract
L’articolazione del gomito può essere esposta attraverso vie di accesso chirurgiche posteriori, laterali, mediali o anteriori. Il chirurgo deve avere una profonda conoscenza anatomica per poter scegliere la via di accesso più sicura e appropriata per l’esposizione di strutture rilevanti al fine del trattamento delle complesse patologie che riguardano il gomito.
ACCESSO POSTERIORE
La via di accesso posteriore garantisce l’esposizione della maggior parte delle strutture del gomito, può essere considerata come l’accesso “universale” all’articolazione, in quanto permette tramite la creazione di flap cutanei mediali e laterali una esposizione circonferenziale del gomito.
Indicazioni
- fratture di omero distale e fratture di olecrano
- lesioni del tendine tricipitale
- protesi totale di gomito
Posizionamento
Decubito supino, laterale o prono.
Le principali tecniche possibili sono:
- Approccio transolecranico: Accesso all’articolazione tramite osteotomia a Chevron dell’olecrano
- Approccio di Bryan-Morrey (Triceps reflecting): Il tendine tricipitale viene inciso all’inserzione olecranica, il ventre muscolare clivato dall’omero e ribaltato postero-lateralmente insieme all’anconeo. Al termine della procedura viene riparato il tendine tricipitale
- Approccio di Campbell (triceps splitting): Incisione longitudinale del tendine tricipitale che ne consente la divaricazione
- Approccio paratricipitale di Alonso-Llames (triceps preserving): Si scolla il tricipite dalla parete posteriore dell’omero, che può essere retratto medialmente o lateralmente a seconda delle necessità.
- Approccio di Boyd (posterolaterale) Si pratica una incisione cutanea longitudinale lungo il margine laterale dell’ulna esponendosi muscoli anconeo ed estensore ulnare del carpo. L’anconeo viene sollevato anteriormente e l’articolazione omero-radiale viene esposta quando la capsula articolare, il legamento anulare e il LUCL vengono separati dalla cresta del supinatore. Al termine della procedura si deve riparare il LUCL.
ACCESSO MEDIALE
Le vie di accesso mediali sono utili per il trattamento delle patologie delle strutture osteo-legamentose altrimenti difficilmente raggiungibili o non sufficientemente esposti attraverso gli altri accessi.
Indicazioni
- Fratture del processo coronoideo
- Riparazione o ricostruzione del LCM
- Release capsulari
Posizionamento
Decubito supino o laterale
Le principali tecniche possibili sono:
- Approccio di Hotchkiss (over-the-top) Incisione mediale diretta centrata sull’epitroclea. Si individua, decomprime e protegge il nervo ulnare. Si procede alla retrazione anteriore dei muscoli pronatore rotondo e flessore radiale del carpo, e profondamente il brachiale per esporre la capsula articolare che viene incisa a esporre la coronoide.
- Approccio FCU Split Usando il nervo ulnare come riferimento si individuano i due capi (ulnare e omerale) del flessore ulnare del carpo, si procede a split dei due capi e retrazione del capo omerale anteriormente insieme alla massa dei flessori.
- Approccio di Taylor e Scham L’intera massa dei flessori-pronatori viene retratta anteriormente insieme al nervo ulnare.
ACCESSO LATERALE
Le vie di accesso laterale al gomito sono usate principalmente nel trattamento delle fratture del capitello radiale o del capitulum humeri.
Posizionamento
Decubito supino o laterale
Indicazioni
- Fratture comparto laterale gomito (principalemente capitello e capitulum humeri)
- Ricostruzione o riparazione del legamento collaterale laterale (LCL)
- Trattamento rigidità/contratture LCL
Le principali tecniche possibili sono:
- Approccio di Kaplan: Si sviluppa in modo smusso l’intervallo di Kaplan tra i muscoli estensore comune delle dita ed estensore radiale breve del carpo fino ad esporre la capsula articolare e il legamento anulare.
- Approccio di Kocher (posterolaterale): Si sviluppa l’intervallo in modo smusso, tra il muscolo anconeo, retratto posteriormente e l’estensore ulnare del carpo, retratto anteriormente. Si espone il ventre del muscolo supinatore e si procede a split delle sue fibre per esporre la capsula articolare.
ACCESSO ANTERIORE (Henry)
L’accesso anteriore permette l’esposizione del fascio vascolonervoso anteriore, della troclea e della faccetta anterolaterale della coronoide, del capitello radiale e radio prossimale con la tuberosità bicipitale.
Posizionamento
Decubito supino o laterale
Indicazioni
- Fratture antero-laterali della coronoide, della troclea omerale e del capitello radiale
- Reinserzione del capo distale del bicipite brachiale
Tecnica
Si sviluppa prossimalmente il piano tra i muscoli brachioradiale e brachiale, individuando e seguendo il nervo radiale. Distalmente alla divisione del nervo radiale si sviluppa il piano tra brachioradiale e pronatore rotondo.
Parole chiave: gomito, approcci chirurgici, vie d’accesso, LCL, LCM
