Manuale di Ortopedia e Traumatologia

PARTE 1 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA PEDIATRICA
CAPITOLO 3.3

Lussazioni e fratture-lussazioni

BIBLIOGRAFIA CAPITOLO
Renato Maria Toniolo

già Responsabile U.O.C. Traumatologia Ospedale Pediatrico Bambino Gesù I.R.C.C.S. sede di Roma

rmtoniolo@yahoo.it

LUSSAZIONI GOMITO

Generalità

In età evolutiva i traumi del gomito sono molto frequenti, ma le lussazioni ne rappresentano solo il 3-5% 1. Il gomito ha tre articolazioni: radio-capitulum humeri, ulna-troclea, radio-ulna. La lussazione di gomito è la perdita di rapporti tra ulna e radio prossimali e estremità distale dell’omero. Il quadro clinico è indicativo, ma per la diagnosi non si può prescindere dall’esame radiografico (Rx) eseguito e interpretato correttamente. Questo richiede un’ottima conoscenza dell’anatomia radiografica nelle varie età, per non confondere quadri normali con fratture e fratture scomposte con lussazioni: nelle fratture il rapporto radio/capitulum humeri è conservato (linea di Storen) 2-4. La forma più comune di lussazione traumatica è quella postero-laterale, spesso associata a fratture 5-7. Anche in età evolutiva le lussazioni sono urgenze: il trattamento deve essere effettuato, dopo adeguata valutazione, il più precocemente possibile per migliorare la probabilità di successo della riduzione incruenta e il risultato finale.

Epidemiologia

In assoluto poco frequente, lo è ancora di più in forma isolata: nel 45-64% dei casi è associata a fratture 5,7; ¢ > £; rara < 8 anni, più frequente con la crescita (picco 10-19 anni) 1,6. Spesso conseguente ad attività sportiva (football, lotta e basket ¢; ginnastica e pattinaggio £).

Meccanismo traumatico e Anatomia patologica

Caduta sul palmo della mano, con sollecitazione assiale dal polso attraverso le ossa dell’avambraccio fino al gomito, in vario grado di estensione, da modicamente flesso a iper-esteso, e in valgismo 7. Generalmente le estremità prossimali dell’ulna e del radio sono forzate postero-lateralmente. L’inclinazione della troclea favorisce la migrazione prossimale. Le parti molli coinvolte e potenzialmente lese sono: i ligamenti collaterale ulnare, anulare e collaterale laterale, la capsula anteriore, il m. brachiale, talvolta con avulsione dell’epitroclea e/o della coronoide.

Quadro clinico

Si presenta con alterazione evidente del profilo anatomico del gomito, blocco articolare, tumefazione, dolore intenso. Si devono individuare o escludere eventuali lesioni vascolari e/o nervose. Tale valutazione va ripetuta nel tempo e riportata sempre in cartella. I nervi coinvolti sono il n. ulnare nel 10% dei casi, per trazione, generalmente a evoluzione favorevole; il n. mediano, per intrappolamento 10. Se assente, il polso radiale, si può ripristinare dopo riduzione.

Diagnosi differenziale

  1. Frattura-lussazione di Monteggia.

  2. Distacco epifisario distale dell’omero: neonati (trauma da parto) o lattanti (bambino battuto). Le estremità epifisarie del gomito sono completamente cartilaginee = difficoltà diagnostica.

  3. Lussazione congenita: molto rara, anamnesi e obiettività negative per trauma, segni radiografici di malformazione del radio prossimale.

  4. Sinostosi radio-ulnare congenita: bambini, qualunque età, blocco solo della prono-supinazione, non della flesso-estensione. Non storia di trauma, no dolore. Rx diagnostico.

  5. Pronazione dolorosa: estremamente frequente, max 1-5 anni, rara dopo, trauma per trazione, rara in conseguenza di caduta.

Imaging

L’esame Rx (AP e LL) è il test di prima scelta: deve comprendere gomito e avambraccio fino al polso, senza forzare la posizione dell’arto. Permette di confermare la diagnosi, effettuare la classificazione in base al rapporto tra i capi articolari, individuare o escludere possibili lesioni associate (circa 60%) 8,11: fratture del processo coronoideo, dell’olecrano, del condilo laterale dell’omero, distacco dell’epitroclea (rischio di incarceramento articolare) 9. La frattura del capitello radiale, può verificarsi sia durante la lussazione (lesione di Newman) sia in seguito a manovra di riduzione (lesione di Jeffery) 10. La valutazione dell’esame Rx deve essere particolarmente accurata ricordando che alcune strutture potrebbero essere ancora radiotrasparenti.

Sequenza di comparsa dei nuclei secondari: Capitellum, Radial head, Internal epicondyle, Trochlea, Olecranon, External epicondyle (CRITOE acronimo mnemonico).

Linea di Storen: (Rx LL) tracciata lungo l’asse del radio deve attraversare il capitulum humeri, anche in altre proiezioni, ma ci sono eccezioni 2,3.

Linea omerale laterale4: (Rx AP) parallela all’asse dell’omero, tangente il margine laterale del condilo: deve contenere l’estremità prossimale del radio.

Utile l’esame TC per individuare fratture (capitulum humeri) e avulsioni (epitroclea) e la loro posizione. Uso selettivo per US e RM.

Trattamento

Può essere progettato e proposto solo dopo una completa valutazione del quadro patologico: tipo di lussazione e lesioni associate. Queste devono essere individuate e trattate contestualmente, ridotte e, se indicato, sintetizzate perché parte integrante della stabilizzazione articolare e non devono prolungare l’immobilizzazione.

Il trattamento incruento è quello di scelta: va eseguito il più precocemente possibile, in sedazione/anestesia. La riduzione deve essere perfetta, non esiste la “riduzione accettabile”. È seguita da ripresa completa della motilità passiva. Se l’articolarità è limitata o bloccata si devono escludere la mancata riduzione o la presenza di corpo intrarticolare (epitroclea, fx osteocondrali), anche con TC. In questo caso il frammento va delicatamente rimosso, riposizionato “anatomicamente” e stabilizzato7. Valutare sempre indicazione e timing del trattamento delle eventuali lesioni associate 5,6,11.

La riduzione cruenta è indicata nei rari casi di lussazione irriducibile.

Fondamentale il massimo rispetto dei tessuti molli e nobili: ogni ulteriore trauma (manovre riduttive protratte, forzate, ripetute, incisioni chirurgiche, scollamento dei tessuti) aumenta il rischio di complicazioni (ossificazioni eterotopiche, osteonecrosi).

Immobilizzazione per 15-20 giorni. Il prolungamento ulteriore non migliora la stabilità del gomito e incrementa progressivamente la rigidità articolare.

La riabilitazione è fondamentale, ma non migliora il risultato chirurgico, non deve essere mai forzata.

Prognosi

Medici e genitori, devono sapere che la lussazione traumatica è una lesione grave, con possibili complicazioni ed esiti: una gestione corretta e tempestiva può ridurli 12, ma mai eliminarli totalmente.

Complicazioni

  • Limitazione R.O.M.

  • Instabilità, recidiva di lussazione.

  • Lesioni nervose e vascolari.

  • Ossificazioni periarticolari e radio-ulnare.

LUSSAZIONE ISOLATA DELL'ESTEMITÀ PROSSIMALE DEL RADIO

La lussazione traumatica isolata del radio prossimale in età evolutiva è estremamente rara 13,14. Molto frequente, invece, la pronazione dolorosa (sub-lussazione). In questo caso la diagnosi è anamnestica e clinica: 1-5 anni, riferita trazione longitudinale, non caduta. La testa radiale impegna il ligamento anulare e si “blocca”. L’arto è mantenuto lungo il corpo, protetto dall’altro, in pronazione e pochi gradi di flessione. Descritte un paio di manovre per la riduzione.

FRATTURA LUSSAZIONE DI MONTEGGIA

Generalità

È caratterizzata dalla lussazione del capitello radiale associata a frattura dell’ulna. Descritta da GB Monteggia nel 1814 15 (in era pre- Rx!!) è tuttora nota nel mondo col suo nome 16. Più frequente di quanto si ritenga (5% di tutte le lesioni del gomito 17), troppo spesso misconosciuta (28%) 18. Classificata da Bado 19,20 in 4 tipi, in base alla dislocazione del capitello radiale e al tipo di frattura dell’ulna (= anteriore, 70%; II = posteriore, 6%; III  =laterale/ulna a legno verde, 23%; IV = luss. + fx biossea, 1%) 21,22, cui si aggiungono differenti “lesioni Monteggia equivalenti” 23. Il meccanismo traumatico ipotizzato differisce per tipo: I trauma diretto o trama indiretto assiale in iper-pronazione o iperestensione; II trama indiretto con gomito semi-flesso; III trama indiretto in varo; IV meccanismo sconosciuto 22.

Valutazione

Tumefazione, deformità non sempre evidente, limitazione funzionale, dolore, simile a tutte le altre lesioni del gomito. Fondamentale un approfondito esame del quadro vascolo-nervoso (n. radiale, ramo interosseo posteriore), da ripetere nel tempo.

Imaging

L’Rx (AP e LL) deve includere l’interno avambraccio (polso compreso). Nel caso si evidenzi frattura isolata dell’ulna, anche solo una deformità plastica (Rx LL ulnar bow sign: decorre lungo il bordo volare dell’ulna: nessun punto può distare più di 1 mm), deve essere valutato il rapporto tra radio prossimale e capitulum humeri (linea di Storen2. Dal 1958 si classifica sec. Bado 19,20 in 4 tipi (I-IV), tuttora la più utilizzata, e sec. Letts 21 in cinque tipi (A-E), ma sono state descritte anche altre classificazioni 23.

Nei casi dubbi e nel sospetto di lesioni nervose o vascolari è utile l’uso dell’ecografia 24,25.

Trattamento

Bisogna distinguere il trattamento in acuto dal trattamento della lesione cronica, anche se i principi sono gli stessi: ristabilire anatomia e lunghezza dell’ulna e ridurre la lussazione del capitello radiale, stabilmente 10,22.

In acuto prevede la correzione della deformità dell’ulna, ripristinandone la lunghezza con manovra delicata, propria per ogni tipo, e contemporanea riduzione del capitello radiale. Se non avvenuta contestualmente, si preme sul capitello radiale e si flette il gomito. Se entrambi le riduzioni sono stabili vanno mantenute in apparecchio gessato brachio-metacarpale e documentate mediante Rx in gesso, da ripetere nel tempo. Controllare più volte il quadro vascolo-nervoso. Se la riduzione dell’ulna è inadeguata o instabile, si può utilizzare un singolo chiodo elastico: il punto di entrata dipende dal livello della frattura 27. Per fratture complesse può essere indispensabile la riduzione chirurgica e la sintesi con placca o fissatore esterno (FE) 27. Se non si riesce a ridurre il capitello radiale (resistenza elastica, non riduzione, rilussazione), è probabile l’interposizione di parti molli – ligamento anulare o, più raramente, il nervo radiale 10,28, è necessario procedere alla riduzione cruenta. Generalmente è sufficiente un accesso chirurgico minimo (sec. Kocher, ampliabile sec. la linea di Boyd) 22,27.

Il trattamento della lesione cronica, è decisamente più complesso, con indicazioni non univoche riportate in Letteratura. Si ritiene che l’assenza di sintomatologia e limitazione funzionale in età evolutiva non si mantenga in età adulta (nel tempo comparsa di dolore, limitazione del R.O.M., debolezza nella presa, instabilità). Controindicazione al trattamento dei casi cronici sono: appiattimento del condilo omerale, alterata forma estremità prossimali di radio e ulna. Sono descritte diverse tecniche per ottenere una riduzione anatomica e stabile (osteotomia dell’ulna, riduzione a cielo aperto, ricostruzione del ligamento anulare, ecc.) e proposti diversi mezzi di sintesi (placche, viti, FE). Sconsigliato l’uso di un filo di Kirschner trans-condilare, per il rischio di rottura.

Prognosi

Il trattamento in acuto, se appropriato, riporta una buona percentuale di risultati favorevoli, che è nettamente inferiore nelle forme neglette/croniche. I genitori dei pazienti devono sapere che sono possibili complicazioni (rilussazione) ed esiti, anche con il trattamento migliore.

La prognosi resta globalmente migliore in età evolutiva rispetto all’adulto.

Complicazioni

  • Rilussazione e instabilità.

  • Rigidità e limitazione del R.O.M.

  • Calcificazioni/ossificazioni eterotopiche.

  • Disturbi neuro-vascolari e sindrome compartimentale.