Manuale di Ortopedia e Traumatologia

PARTE 1 - ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA PEDIATRICA
CAPITOLO 7.4

Metatarso varo

BIBLIOGRAFIA CAPITOLO
Vito Pavone, Chiara Nocera, Gianluca Testa, Giuseppe Sessa

Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Chirurgiche Mediche, Sezione di Ortopedia e Traumatologia, P.O. “Policlinico Gaspare Rodolico”, Università degli Studi di Catania, Catania

vitopavone@hotmail.com

Abstract

Il metatarso varo (MTA) è una deformità congenita del piede che comporta sul piano trasversale una deviazione mediale dell’avampiede rispetto al retropiede. Si tratta di una varietà anatomica specifica di piede torto congenito, per la quale nel corso del tempo sono stati utilizzati diversi sinonimi, come metatarso addotto, terzo di piede torto”, piede a fagiolo e metatarso congenito. In letteratura è stato riportato un tasso di incidenza di circa 1-2 casi ogni 1000 nascite 1. L’incidenza aumenta quando il primo figlio ne è affetto. L’eziologia del metatarso addotto rimane ad oggi sconosciuta, anche se si presume che possa essere correlato ad un meccanismo di compressione che si realizza oltre l’ottava settimana di vita intrauterina e che determina la sublussazione mediale delle articolazioni tarso-metatarsali nell’utero quando il piede si trova in posizione dorsiflessa 2. Tale patologia può associarsi ad altre affezioni ortopediche come il torcicollo congenito e la displasia evolutiva dell’anca. Il segno clinico peculiare è la deviazione mediale dell’avampiede rispetto al retropiede con il margine laterale del piede che risulta convesso (Fig. 1).

L’escursione articolare della caviglia e del retropiede è completa. Tra le altre caratteristiche cliniche possono essere presenti, una profonda plica nella parte mediale della superficie plantare, contrattura del muscolo abduttore dell’alluce, un incremento della volta plantare e la prominenza della base del V metatarso. Un’attenta valutazione del retropiede può evidenziare un lieve valgismo calcaneare. Tra le metodiche classificative la più utilizzata è quella proposta da Bleck 3. Fisiologicamente la linea bisettrice tracciata lungo l’asse longitudinale del piede ricade nello spazio interdigitale tra il 2° ed il 3° raggio. Secondo la classificazione descritta da Bleck, il MTA si differenzia in lieve, se la bisettrice intercetta il 3° dito, moderato se ricade tra il 3° e 4° dito (Fig. 2), grave se si colloca oltre il 4° dito.

La diagnosi è clinica e solo nei casi di MTA grave, difficilmente correggibile, ci si può avvalere dell’esame radiografico nelle proiezioni standard. La storia naturale della condizione prevede la risoluzione spontanea nei casi più banali 4, pur tuttavia il MTA se non trattato è associato ad un aumentato rischio di deformità residue in età adulta, dolore, rigidità della deformità, alluce valgo 5. Per quanto riguarda il trattamento, nella maggior parte dei casi “lievi o flessibili”, il piede si corregge attivamente con la stimolazione del bordo laterale. I genitori vanno rassicurati e va mostrato loro come eseguire gli esercizi di stretching nel primo anno di età. Il trattamento del MTA “moderato o parzialmente flessibile”, è controverso. Ai genitori viene comunque consigliato nelle prime settimane di vita un primo approccio con manipolazioni, mantenendo il tallone in posizione neutra con una mano e abducendo l’avampiede con l’altra mano (Fig. 3) (Video 1.), l’applicazione di gessi correttivi o di ortesi (Figg. 4-5) e successivamente, l’utilizzo di calzature a “biscotto” dopo l’inizio della deambulazione.

In caso di deformità persistente o non flessibile, le opzioni terapeutiche prevedono un approccio conservativo con l’utilizzo di apparecchi gessati seriati. Il trattamento va iniziato prima degli otto-nove mesi di vita e viene continuato fino a quando non si realizzano determinate condizioni: la convessità del bordo laterale del piede deve essere risolta o invertita, la prominenza della base del quinto metatarso deve ridursi e risolversi l’adduzione attiva quando il bambino muove il piede. Il trattamento chirurgico è estremamente raro e riservato ai casi più complessi di MTA rigido-inveterato, resistente a qualsiasi tipologia di correzione conservativa, consiste nel release dell’abduttore dell’alluce e nella capsulotomia della prima articolazione tarso-metatarsale seguita da un’ulteriore correzione in gesso. I bambini con deformità significativa che hanno più di 3 anni possono beneficiare di osteotomie metatarsali per riallineare il piede facendo attenzione a non forzare il retropiede in valgo 6.

Parole chiave: metatarso varo, Adduzione avampiede, deformità del piede, trattamento